Thursday, June 29, 2006

Sonnet 116




Let me not to the marriage of true minds
Admit impediments. Love is not love
Which alters when it alteration finds,
Or bends with the remover to remove:
O no! it is an ever-fixed mark
That looks on tempests and is never shaken;
It is the star to every wandering bark,
Whose worth's unknown, although his height be taken.
Love's not Time's fool, though rosy lips and cheeks
Within his bending sickle's compass come:
Love alters not with his brief hours and weeks,
But bears it out even to the edge of doom.
If this be error and upon me proved,
I never writ, nor no man ever loved.


Non sia che all’unione di animi costanti
Io ponga impedimenti. Non è amore, l’amore
Che muta quando scopre mutamenti
O tende a ritirarsi se l’altro si ritira.

Oh no, è un faro per sempre fisso
Che guarda alle tempeste e non ne è
mai scosso;
E' la stella polare per ogni nave errante,
Il suo valore è sconosciuto, anche se ne si misura l'altezza.

L’amore non è lo zimbello del Tempo, anche se rosee labbra e guance
Cadono nel compasso della sua falce ricurva;
L’amore non muta con le ore o i giorni brevi,
Ma resiste sino all'orlo del giudizio.

Se questo è errore e mi sia provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.




Questo sonetto, uno dei miei preferiti tra quelli scritti da Shakespeare, parla dell'amore nella sua forma più ideale, gli amanti descritti in queste righe si incontrano in tutta libertà e il loro sentimento poggia sulle basi della fiducia e della comprensione, della costanza e della forza, l'amore è un "ever- fix'd mark" ed è "never shaken", resiste alle tempeste della vita.

Può essere misurato in un qualche modo ma questo non significa che lo si possa comprendere a pieno, rimane un mistero e non muta nel giro di ore o di giorni, resiste alle tempeste e resiste sino a quella che, a torto o a ragione, è la fine, "the edge of doom".

Shakespeare conclude con una certezza: se tutto ciò fosse un errore, se la natura costante e immutevole di quello che è il "perfect love" venisse provato essere un'utopia, significherebbe che nessuno ha mai davvero amato...

Mi stupisce sempre quanto geniale sia stato quest'uomo, in grado di racchiudere grandi verità in così pochi versi, scritti divinamente.

3 Comments:

Blogger Erika said...

Shakespeare è un genio!
Ogni suo scritto, sia esso poesia o per teatro, tutto ha sempre una magia ed un significato profondo...
E questo sonetto è bellissimo, soprattutto, a mio parere, la fine: se questo non è vero allora io non ho mai scritto e nessuno ha mai amato... solo questo ci immerge perfettamente nella sua visione dell'amore! Visione, a mio parere, perfettamente reale e che sprona tutti a superare le difficoltà proprie di questo enorme sentimento...
Complimenti Miki, hai scelto un bellissimo sonetto e l'hai commentato divinamente...

Thursday, June 29, 2006 3:59:00 PM  
Blogger pier said...

condivido pienamente: complimenti per il blog! se hai 2 minuti da buttare, visita il mio.

Monday, July 03, 2006 10:53:00 AM  
Blogger Ory said...

... è stupendo... il bello dell'essere adulti è quello di riuscire ad apprezzare tanta saggezza e spesso di ritrovare negli scritti uno spicchio della nostra vita vissuta

Wednesday, July 05, 2006 4:43:00 PM  

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